On air: Disorder, Joy Division
Mi ero detta stanca. Gli occhi che un po' bruciavano. I pensieri poco reattivi agli stimoli esterni e il tavolo che iniziava ad essere pieno di fuffa.
"Magari vado a domire presto" ho pensato.
E puntuale, è arrivata la contraddizione. Ho inforcato la bici e ho pedalato più velocemente che potessi. Le gambe dopo poco a farmi male. Sentendo i moscerini e le zanzare sfracellarsi in volto.
A fari spenti nella notte. Come se avessi alternative.
In fila per due, l'incolonnamento di flash random: il frigo vuoto, casa da sistemare, il voler dormire, la gita al lago (?!), il fastival + tenda oltre le colonne d'ercole (?!), il foglietto degli imprevisti del monopoli, ma l'avvocato quando torna?, l'invito dell'iconoclasta, il foglietto delle probabilità del monopoli.
Quindi?
L'ape operaia ha telato. Au revoir per almeno 2 giorni.
Ho salutato il capo con un cheshire smile che preannunciava aspettative fin troppo ottimiste.
Nota da scrivere sul post it prima di uscire di casa come memento: "Ricorda KASSOVITZ!"
E quest'anno salterò il turno.
Non assisterò da brava vestale nessuna grigliata -dove puntualmente la verdura non cuocerà mai. Non aspetterò il sole sorgere avvolta da un manto di umidità.
I piedi gelidi ed il cuore caldo per il borghetti. Nessuna nuotata alle 5 di mattina tra gli scogli stanto attenta a non tagliarmi.
Nè la lenta risalita alle 7 di mattina che altrimenti il sole picchia troppo.
La chitarra a tre corde. Le candele. Le cazzate. Le chiacchiere di gente che ormai ha poco di cui cazzeggiare.
Magari sarà la volta che mi organizzerò in solitaria e abusivamente.
La gigantesca scritta COOP
Ed il contorno occhi che non sa più come affrontare il dramma
Update del day after.
Moka sigillata, ergo uno zombi per lambrate. Incontro fortuito con uno Stardom.
Riunione.
Di corsa in ufficio. Un boccone volante.
Posta privata: sorriso.
Blog pvt: sorriso
Posta ufficiale: grugnito
Mi attende una sòla colossale dal grande capo.
Un "Sig.na T ti devo parlare" dal capo mktg.
Telefonata fiume su scosse d'assegnastamento familiari.
E magari non vorrò mica rimanere in casa di venerdì?
Bill ha deciso che smettessi di ciarlare su msn.
Mi ha sgridato. Si è aggrappato al fatto che sono giusto le 3 di notte passate.
Che ho ancora della documentazione da preparare.
Che la sveglia domani suonerà sicuramente prima delle 7.
Che domani ho 2 riunioni piuttosto importanti.
Bill, però ecco, fatti un po' gli affaracci tuoi che io mi stavo divertendo.
In fila per sei col resto di due
ovvero, quando la Chimay offusca la vista
"Ciao Sig.na T! Come stai? Io devastata, odio l'aria condizionata. Stasera volevo proprio venire ma nel caso ti raggiungo lì. Non capisco molto dal tuo blog :-) "
Lo so cara. E a volte è più che voluto.
Però.
So già che non brucierà nè il Magnolia, nè Milano la prossima settimana. Tendenzialmente. Poi tutti sappiamo che non sarà così in fondo in fondo. Già perchè la Chimay ha dato il LA per passare la palla e scaricare ogni responsabilità. Come se non mi conoscessi abbanstanza e non sapessi degli ingranaggi che continuano a girare nella mia testa. Faccio finta di raccontarmela e di alzar le mani in segno di innocenza. Già.
E magari sarà persino di buon augurio.
Però.
Sto controllando un po' troppo spesso eventuali pvt. Troppo spesso. Ascesi. Imploro ascesi. Buon senso. L'estate torna ad essere subdola. Come la Chimay.
Punti di domanda che escono come funghi e non siamo nemmeno in autunno.
E quando trotterò di nuovo verso l'isola che non c'è ed incontrerò l'avvocato e la tettona (ehm.. scusa L, al momento hai questo simpatico nomignolo), avrò tante cose da raccontare e di cui divertirmi. L'album delle figurine della fiera del freak è quasi completo.
Su Ghillo, vieni stasera. Io sono al Castello a sentire i ggiòvani indie italiani.
UPDATE L'amica del carrè biondo mi augura buona fortuna. Perchè lei ne sa.
[photo by Tungs @ Flickr]
Giallo Paprika? No. Verde Pollicino
Naturalmente non poteva essere altrimenti.
sono passati 300 giorni probabilmente dall'ultima volta che ho messo piede oltre l'Argonne.
Forse persino ppiù di 365.
con un bicchiere di succo di pompelmo a testa e due poltrone con fronti opposti, abbiamo trascorso un paio d'ore a scambiare figurine e tentare di sorprenderci vicendevolmente con le novità. Tenendo conto che la novità poteva avere essere datata estate 2007.
Ovviamente ho vinto io.
E non di misura.
Chissà se passeranno di nuovo così tanti mesi per il prossimo incontro.
Magari dovrei fare incursioni nelle Argonne più spesso.
Il grande capo continua a scherzarmi sul fatto che spenda i miei fine settimana al parco, come una sfigata qualsiasi intervistata da Studio Aperto. Si è persino proposto di consigliarmi parchi più sofisticato che il solito Palestro. Ha usato proprio questo termine. Sofisticato. Sorrido e porto a casa il consiglio.
Ben sapendo che casa reclama attenzioni e cure.
Ben sapendo che potrebbero fiorire delle uscite particolarmente impegnative.
Il cielo di Trento è davvero azzurro. E ci si mette meno che raggiungere Bologna.
La sveglia biologica, un automatismo di cui farei volentieri a meno mi impone un eccentrico cambio alimentare. Dovro' recarmi prossimamente presso il mio fornitore di fiducia _previo controllo di magazzino_ per rifornire gli scaffali.
Il contorno occhi non andra' unicamente steso con una paletta -magari munita di pantalone macchiato e cappello di carta- come un buon muratore, ma sara' divorato. Morsi a 4 ganasce. Non trovo alternative altrettanto valide.
L'ambiente circostante del resto non aiuta.
"Che fai dormi?"
Nooooo scherzi? Le ore di sonno sono scese a possibili 5, ci stiamo seppellendo sotto una valanga di messaggi che probabilmente porteranno solo fumo negli occhi ed un filo di fastidio (perchè brucia...), ma va bene, non voglio mica dormire.
La gigantesca scritta COOP prende forma sotto gli occhi e camminando accanto all'esselunga i commessi mi guardano anche con fastidio.
Sto incanalando un'uscita dietro l'altra pur di non dover affrontare il faccia a faccia con il ferro. Quello da stiro. Poi arriverà il sabato mattina e ci troveremo agli estremi del corridoio a guardarci di sottecchi e sfidarci all'ultimo duello. Ovviamente il finale è scontato.
Uscite che portano in tanti paesi più o meno colpevoli di aumentare le cifre riprodotte nella bilancia: giappone, belgio. Stasera direi oriente in periodo ramadam. Niente cena se non una manciata di carote.
Un tostapane mi sta mettendo in crisi. Semantica, sintattica, grammatica e vocabolario.
E fosse solo quello. Ma mi diverte assai.
E stasera Pollicino. E sono già in ritardo
+ 
Facendo persino un meraviglioso e scintillante ombrello a ticketone.
Ho pescato l'ultima carta.
Guardato il mazzo.
Ho riflettuto per alcuni attimi che sono durati giorni ed ho infilato i semi nel giusto ordine.
Ho scelto il gioco e come calare le carte.
Mi sono presa del rischi. Al diavolo il bluff ed i giochetti da manipolatore.
E adesso la mano è del resto del tavolo.
In attesa che tutti mostrino le loro carte ed i loro giochi, penso che comunque il gioco sarà vincente. Del resto la posta che ho lasciato sul velluto verde è talmente bassa che posso solamente guadagnarci.

[photo by Acciu - Alessandro D'Errico @ Flickr]
Nel frattempo.
Luglio -lo strano- si ricandida ad essere un mese che "non spiana".
Ancora ho in mente gli occhi sgranati e un punto di domanda che cade in testa, pesante quanto un macigno. Sbigottimento e black out. Di questi tempi 360 giorni fa circa.
Luglio. Lo strano.
Adesso voglio proprio sedermi e farmi due risate.
Io e il mio cheshire smile.
Tu, sei cattivo con me perchè, mi guardi come se io fossi un'attrice un po' porno [cit.]
Il corpo abbrustolito in punti a caso.
La solita manciata di ore di sonno alle spalle.
Innumerevoli km percorsi in lungo ed in largo.
Le serate negli chalet.
Gli assaggi nel pub che è come casa.
I festival di mellattari dell'entroterra, un po' poser e un po' sfascioni.
I prossimi 2 festival, con relativo bagaglio di km.
Sono come la Cinquetti.
Non ho l'età.
E nonostante questa brillante consapevolezza mi ostino a ripercorrere gli stessi passi.
E le stesse cazzate.
L'arredo garbato
Trovare la forza per uscire dalla macchina e salire in casa.
Più che forza, la voglia di abbandonare delle chiacchiere che calzano come il paio di scapre preferito.
Ma abbassare sotto le 5 ore il tempo dedicato al riposo non sarebbe stato saggio.
Bugo e Marta sui tubi al Magnolia?
Frankie Hi NRG all'idroscalo?
Giiòvani artisti (il Genio &co) ad Orzinuovi?
Sticazzi.
Il gruppo del capo che fa cover in un paesino verde padania in brianza. E tutto il team a far da supporto strepitando come scolarette deliranti.
Brezsny dixit
"Non ho la minima stima di me stesso", diceva il comico Rodney Dangerfield. "Perfino quando faccio l'amore, immagino di essere un altro!". Il tuo compito, Acquario, è mettere in pratica la seconda parte di quest'affermazione. Mentre fai l'amore, immagina di essere un altro. Fallo, però, perché ami profondamente te stesso, così profondamente da voler andare oltre i tuoi comportamenti abituali, espandendo la tua personalità . Fallo per aprirti a nuove possibilità dell'essenza. Questo esercizio darà risultati migliori se giocherai con le immagini sperimentali di te per tutto il tempo, non solo mentre fai sesso.
Vorrei ricordare che
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza
nessuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
Had a look